Ex Eridania, Clan-Destino: "Coldiretti ammaliata dalle lobbies industriali"
domenica 27 giugno 2010
"La nostra associazione - scrivono da Clan-Destino - ha da sempre sostenuto che la mancanza di un accordo di filiera sottoscritto con le associazioni agricole fosse un forte impedimento all'attuazione dell'accordo di riconversione ex Eridania. I contratti di approvvigionamento di biomassa da 'filiera corta' entro i 70 km., reperiti in quantità esigua, sono stati sempre e solo millantati da PowerCrop e, nonostante l'Accordo di Riconversione lo prevedesse, anche se richiesti, non sono mai stati resi pubblicamente noti".
"Per risolvere tale situazione di stallo che si protraeva ormai da oltre due anni e che vedeva gli agricoltori refrattari a questa 'proposta di coltivazione', il Gruppo Maccaferri ha ben pensato di andare a bussare alla porta di Sergio Marini, presidente nazionale della Coldiretti. Si è così arrivati alla stipula di un contratto quadro, attraverso il coinvolgimento dei Consorzi agrari d'Italia (Cai), organizzazione di produttori ai quali spetterebbe anche il coordinamento nazionale, la contrattazione della fornitura e la pianificazione delle colture di biomasse".
"La fattibilità tecnico-economica di tale contratto quadro è stata resa possibile grazie al Decreto firmato lo scorso 12 maggio dal Ministro Galan e dal D.M. 2 marzo 2010 che riconosce l'incentivo massimo ai produttori di energia elettrica derivata da impianti alimentati da biomasse e biogas, di potenza superiore a 1 MW. Nello stesso decreto si rimarca anche la definizione di biomassa intesa come 'la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura, comprendente sostanze vegetali e animali, e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse'".
"Ricordiamo che la normativa in vigore include all'interno delle biomasse anche il Combustibile Da Rifiuti (CDR). Tale complicato meccanismo del contratto quadro consente furbescamente a PowerCrop di risolvere il problema della mancanza di contratti, reperire la materia prima nell'ambito del territorio nazionale, spalancando così le porte ad una Via positiva e quindi alla conseguente costruzione dell'inceneritore, e vedersi riconosciuto il massimo degli incentivi attraverso i certificati verdi legati alla filiera corta entro 70 km".
"A queste nuove condizioni, i rifiuti-biomassa da bruciare potranno provenire anche da aree presenti nel raggio di 300 chilometri dall'impianto di incenerimento, in maniera incontrollabile e soprattutto bypassando sfacciatamente la logica della filiera corta, uno dei punti cardine su cui si basa l'intero percorso delle riconversioni degli ex zuccherifici. Il tragico di questa presa di posizione, come afferma il Dott. Michelangelo Bolognini, medico toscano, è che la lobby industriale-inceneritoristica ha lavorato meglio e di più di chi si è mosso per salvaguardare gli alimenti dalle contaminazioni alimentari, causate anche da queste centrali 'agricole-energetiche'".
"La maggioranza dei cittadini di Russi non vuole questa mannaia sulle proprie teste, si tuonava già nel 2007 a proposito della centrale ex Eridania. E oggi l'ostilità a questo progetto è ancor più solida: i cittadini coerenti nel perseguire il percorso fin qui intrapreso al fianco degli agricoltori locali rigettano fermamente i compromessi imposti dall'alta classe dirigente della Coldiretti romana ammaliata dalle 'attraenti' proposte delle lobbies industriali interessate solo ad operazioni speculative, quasi sempre estranee ai bisogni e ai desideri degli abitanti e degli agricoltori".
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