Martedì 25 Giugno 2019

Ambiente. Meetup: “Alberi per il futuro o per l’inceneritore di Russi? Troppi abbattimenti"

Sabato 13 Aprile 2019

“Domani, domenica 14 aprile, - informa Meetup A riveder le stelle Ravenna - dalle 15.00 alle 16.30 circa, nell’area verde di via Schiapparelli angolo viale Berlinguer a Ravenna, in zona piscina comunale, si terrà la “Festa di primavera”: innaffieremo e faremo manutenzione agli alberi piantumati il 18 novembre 2018 nell'ambito dell'iniziativa nazionale “Alberi per il Futuro”, nata nel 2015 e subito supportata da Gianroberto Casaleggio. In novembre furono insieme a noi i portavoce del Movimento 5 Stelle in Parlamento Marco Croatti ed Carlo Ugo de Girolamo ed in Regione Andrea Bertani. Sarà l'occasione per verificare lo stato della piante, che sono già state comunque innaffiate a più riprese nelle scorse settimane. Ma non solo: parleremo anche dello scandalo che sta travolgendo da qualche mese moltissime essenze arboree del nostro territorio: abbattimenti durante il periodo di nidificazione, potature selvagge e distruzione di interi boschi". 

 

"Mentre tutti si indignano per il cambiamento climatico ed il surriscaldamento, - prosegue Meetup - invocando tanti alberi per mitigare il clima impazzito e fonti energetiche che non immettano in atmosfera gas serra, poi, quando è il momento di agire a casa nostra, facciamo ben altro. Abbiamo testimoniato il conferimento di oltre ben otto ettari di bosco di alberi decennali esistenti di fianco ad un vivaio/rivendita di piante a Fornace Zarattini lungo la via Faentina. Il bosco è stato raso al suolo in periodo di nidificazione, vietato per gli abbattimenti dal regolamento comunale del verde, triturato sul posto per farne cippato e poi conferito all'inceneritore (la cosiddetta “centrale a biomasse”) di Russi. Viene riferito di un’altra distruzione massiccia in atto nella zona della camera iperbarica. Decine e decine di alberi, anche di proprietà comunale, sono stati abbattuti o “potati” selvaggiamente in queste settimane. Eppure, il progetto della “centrale” prevedeva che gli agricoltori della zona avrebbero rinunciato alle proprie colture tradizionali per impiantare alberi da bruciare. Non è stato ovviamente così, e quindi è partita la caccia alle piante da buttare giù".

 

"Tra l’altro la centrale, - conclude Meetup - che, come ogni inceneritore dovrà bruciare sempre a pieno regime e che ha rincorso fino all’ultimo gli incentivi pubblici per sostenere un progetto evidentemente fallimentare, non è ancora entrata pienamente in funzione: non osiamo immaginare ai nostri alberi cosa succederà dopo". 

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