Martedì 23 Aprile 2019

Alfonsine ha celebrato il 74° Anniversario della Liberazione con il discorso del giovane Dika

Mercoledì 10 Aprile 2019 - Alfonsine
Mauro Venturi e Bernard Dika

Il ventenne Bernard Dika è Alfiere della Repubblica Italiana scelto dal Presidente Mattarella per il suo impegno concreto per la pace

Alfonsine ha celebrato questa mattina 10 aprile il 74° anniversario della battaglia del Senio e della Liberazione di Alfonsine dall’occupazione nazifascista, avvenuta il 10 aprile 1945, con una cerimonia partecipata da quasi mille persone. Il corteo arrivato in piazza Gramsci ha assistito al lancio dei palloncini con dentro messaggi di pace e ai canti eseguiti dai bambini delle scuole di Alfonsine. 

Dopo la deposizione della corona al monumento ai caduti della Battaglia del Senio la cerimonia ha visto l'intervento del Sindaco di Alfonsine Mauro Venturi che ha sottolineato l'importanza della trasmissione del testimone della memoria alle giovani generazioni presentando l'oratore ufficiale di quest'anno: il ventenne Bernard Dika, Alfiere della Repubblica Italiana scelto dal Presidente Mattarella per il suo impegno concreto per la pace.

Dika - emozionato di essere sul Palco in cui sono intervenuti negli anni prima di lui il Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il Premier Giovanni Spadolini, l'on. Tina Anselmi - ha sorpreso la piazza con un intervento (qui il video http://bit.ly/2uUtZ2h) di quasi venti minuti tenuto a braccio dove si è rivolto ai tanti giovani presenti stimolandoli ad impegnarsi già nel presente per costruire un domani migliore.

Dika ha incentrato il suo intervento sull'Europa dichiarando "il 10 Aprile e fra poco il 25 Aprile ci avvertono che dalla sovranità nazionale dei singoli stati si può presto scivolare nel nazionalismo sovrano dello stato più forte e bellicoso come ci insegna la storia europea del secolo scorso. Ecco perché l'anniversario della Liberazione ammonisce simbolicamente l’Unione Europea di non arretrare e ai singoli paesi che la compongono di resistere a paurose chiusure, a un protezionismo miope ed avaro dell’interesse nazionale. Questa data ci chiede di opporsi ad un egoismo sociale che porta ad abbattere ponti e a costruire muri. Chiede soprattutto di comprendere che ormai le scelte più importanti per la vita di un gruppo sfuggono alle piccole sovranità nazionali, al contrario, esse richiedono sovranità che si esercitano su vaste aree continentali e l’Europa è certamente una di queste. L'Europa è il nostro destino e noi non possiamo che renderla migliore".

Dika ha concluso il suo intervento chiamando sul palco, al suo fianco, la partigiana Viera Geminiani lanciando insieme a lei un monito forte che ha animato la piazza affollata: "Mai più guerre, mai più guerre, mai più guerre e viva la PACE concretizzata nella nostra quotidianità".

 

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