Martedì 23 Aprile 2019

Elezioni Comunali 2019. Bagnacavallo: Zannoni candidato della Lega, Morrone attacca Unioni di Comuni

Sabato 6 Aprile 2019 - Bagnacavallo
Samantha Gardin, Luca Zannoni e Jacopo Morrone

Da Bagnacavallo la Lega ha lanciato con Jacopo Morrone la campagna per le Regionali, e nel mirino ci sono le Unioni di Comuni: “Non rispondono ai bisogni dei cittadini”. Il sottosegretario ha poi presentato il candidato del Carroccio Luca Zannoni, che vuole scalzare la sindaca Proni: Forza Italia, Fratelli d’Italia e Unione di Centro andranno insieme ad appoggiarlo. 

 

Ha infatti un lungo percorso di militanza attiva all’interno della Lega il 35enne Luca Zannoni che si candida alla carica di sindaco per il Carroccio e che avrà l’appoggio sulla scheda elettorale di una formazione unitaria composta da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Unione di Centro, in campo con un simbolo “civico” e con il forzista Franco Zannoni come capolista. A presentare Luca Zannoni nella sala del “Mascottino” in via Mazzini sono stati la segretaria provinciale della Lega Samantha Gardin e il sottosegretario alla Giustizia con delega alla Polizia penitenziaria Jacopo Morrone, il quale nelle vesti di segretario nazionale della Lega Romagna ha "sparato al bersaglio grosso" delle Unioni di Comuni, che sarà uno dei temi caldi della campagna elettorale autunnale per il rinnovo del presidente e dell’Assemblea regionale dell’Emilia-Romagna. Non ha un passato da consigliere comunale Luca Zannoni e per la prima volta chiede i voti ai suoi concittadini bagnacavallesi.

 

“Dietro questa candidatura c’è un lavoro di gruppo che va avanti da anni - ha sottolineato Samantha Gardin -; Luca è sempre stata una persona attiva e presente nelle battaglie leghiste sul territorio. Sarà un buon sindaco che saprà ascoltare le persone, a differenza di quanto sta facendo, soprattutto negli ultimi tempi, Eleonora Proni. Dopo 60 anni di giunte di sinistra, il 26 maggio Bagnacavallo avrà l’occasione di riprendersi da una situazione di degrado crescente, evidenziatosi in particolare dopo un decennio con Laura Rossi e cinque anni con la Proni”.

 

Sposato, due figli, impiegato amministrativo con il diploma di ragioniere, Luca Zannoni è parso deciso: “Ho imparato molto lavorando per la Lega dietro le quinte - ha detto -; ora voglio lavorare per fare tornare a crescere la mia città, dove sono nato e vivo: Bagnacavallo si trova in una situazione di decadenza che non merita. Non la meritano i suoi cittadini che devono tornare ad avere le risposte adeguate dagli uffici comunali senza doversi recare a Lugo, dove la sinistra ha accentrato molte funzioni e dove vuole portarne altre. La mia sensibilità al tema della sicurezza è quella della Lega, perché anche Bagnacavallo sta subendo episodi preoccupanti di criminalità e di microcriminalità, al punto che i suoi abitanti cominciano ad avere paura. Del resto con la polizia municipale, non più ‘municipale’ ma dell’Unione, che si occupa più di fare multe che altro, c’era da aspettarselo: manca la sorveglianza sul territorio e le persone non si fidano più a frequentare la città di sera. Il centro storico si sta svuotando di attività a causa di scelte ambientali sbagliate e dal proliferare dei centri commerciali, così come il mercato ambulante che soffre. Gli stessi ‘Martedì d’Estate’ non costituiscono più un’attrazione. Il nostro programma di governo della città vuole invertire questa rotta: lo chiedono i bagnacavallesi che sono delusi dalle amministrazioni di sinistra”.

 

Qualora sia eletto sindaco, Luca Zannoni intende "andare a mettere le mani sull’Unione della Bassa Romagna composta da nove Comuni tra cui Bagnacavallo", soprattutto "se avrà al suo fianco altri primi cittadini della medesima area politica dopo le elezioni amministrative di domenica 26 maggio".

 

Ma è Jacopo Morrone a dare la direzione verso cui si muoverà la Lega, nel caso in cui con le altre forze di centrodestra vada a governare l’Emilia-Romagna: “Queste Unioni sono un’invenzione andata male del presidente Stefano Bonaccini e dell’assessora Emma Petitti per consolidare il sistema di potere del Partito Democratico - ha affermato il sottosegretario -, quel sistema in cui chi non ha la tessera non trova lavoro o trova mille pastoie per aprire un’attività. Noi vogliamo spazzare via questo sistema dove in molte situazioni non si sa più, per esempio, a quale ente appartiene una strada e chi ne deve fare la manutenzione. Mi auguro che si torni alle Province come ente di primo grado, quindi con organi politici eletti dai cittadini. E vogliamo che i cittadini possano tornare ad avere nei propri Comuni uffici efficienti e aperti tutti i giorni”.

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