Martedì 26 Marzo 2019

Russi. Il nuovo parcheggio di San Pancrazio intitolato a don Giuseppe Bezzi "don Pippo"

Venerdì 15 Marzo 2019 - Bassa Romagna, Russi

La Cerimonia d'intitolazione si terrà domenica 17 marzo

Don Giuseppe Bezzi "don Pippo"

Domenica 17 marzo 2019, al termine della Santa Messa delle ore 11.00, alle ore 11.45 circa, l'Amministrazione Comunale effettuerà la cerimonia d'intitolazione del nuovo parcheggio realizzato a San Pancrazio, in via Randi, a don Giuseppe Bezzi (1913-2002) "don Pippo". La Cittadinanza è invitata.

Don Giuseppe Bezzi, per tutti don Pippo, nacque in una famiglia povera di coloni a mezzadria, a Filetto il 10.08.1913, ottavo di nove figli. Morì a San Pancrazio il 28.04.2002.
Fin dall’età delle scuole elementari, dotato di grande fede cristiana, decise per il suo futuro la vita consacrata, anche se nell’ambito familiare regnava un notevole parere discordante, sia per la poca fede religiosa, sia per la scarsità di mezzi finanziari.
Essendo, fin da piccolo, determinato, forte e sicuro di sé, con l’aiuto di persone a lui particolarmente vicine, si assicurò l’ingresso in seminario fin dalle scuole elementari. La famiglia dovette prendere atto della sua volontà. La mamma riuscì a mandargli qualche piccolo aiuto, ma i finanziamenti non bastavano per proseguire gli studi e, per non essere di peso alla famiglia, in silenzio, trovò il modo di abbinare studio e lavoro.
Fu ordinato sacerdote nel 1937 officiando la sua prima Messa il 29 giugno. Sei mesi dopo, nel gennaio del 1939, morì il padre. Di fronte a tale sofferenza, sostenuto dalla sua grande fede, si dedicò con tutte le sue energie al servizio della famiglia e, come cappellano, al servizio del parroco di San Pancrazio.
Dopo qualche anno il Vescovo lo chiamò alla guida spirituale della Parrocchia di Ravaldino in Monte, una piccola frazione del Forlivese, vi aderì portando con sé la mamma ed una sorella. Anche se impegnato nel suo nuovo ministero, non mancò mai di aiutare il fratello nei lavori agricoli, anche perché era venuto a mancare l’altro fratello in terra Croata durante la guerra.
Allo scoppio della guerra, ritenne doveroso prestare la sua opera come Cappellano Militare dove mise a frutto la sua umanità nella compagnia continua ai giovani soldati di quel momento: consigli, aiuti nei bisogni che la varie circostanze presentavano e la stima attenta per quanto operava. Si rese disponibile verso il resto della famiglia, in particolar modo della cognata vedova e del nipote che portò con sé per cinque anni a Ravaldino in Monte per consentirgli di frequentare le scuole elementari.
Nel 1952 venne assegnato alla Parrocchia di San Pancrazio in qualità di Arciprete ove rimase fino alla morte.

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