Venerdì 24 Maggio 2019

Andrea Flamigni: Palazzo San Giacomo, parco diffuso o parco confuso

Sabato 23 Febbraio 2019 - Russi

Il Sindaco Retini che ora si erge paladino alla “valorizzazione” della Versailles dei Rasponi è lo stesso che ha più volte ha definito "strumentali" i ricorsi promossi dai cittadini di Russi contro il progetto della Centrale PowerCrop. Vorremmo ricordare all'amministrazione comunale che il motivo fondante di tali ricorsi era proprio il parere contrario della Soprintendenza alla costruzione dell'impianto industriale a ridosso del Palazzo San Giacomo. 

Ora che il paesaggio è stato irrimediabilmente deturpato dalla presenza del bruciatore e lo sarà ancora di più quando l’impianto sarà a pieno regime, risulta sempre più difficile trovare una "destinazione" per un luogo che si presenta profondamente violentato. Il Comune di Russi ha ricevuto da PowerCrop in cambio della costruzione del bruciatore un compenso di 1.500.000 euro da spendere nel restauro di San Giacomo, sulla base però di un progetto deciso e gestito dalla stessa Società che ha costruito il Polo Energetico.

Un operazione dunque a dir poco imbarazzante se pensiamo che così com'è stato ideato è il palazzo stesso, riempito di contenuti completamente estranei al suo contesto, a diventare addirittura vetrina e immagine della stessa impresa privata che ne ha irrimediabilmente segnato in negativo il suo recupero.

Ma San Giacomo è parte del nostro patrimonio culturale e come tale appartiene a tutti noi, ai cittadini di oggi e di domani, e proprio per questo è assurdo anche solo pensare che sia ancora una volta l'impresa privata a dettare legge. I cosiddetti “interventi di mitigazione” messi sin qui in atto da PowerCrop in realtà hanno solo contribuito a rendere difficile la vista di San Giacomo in un contesto paesaggistico dominato solo dall’inquietante imponenza della centrale.

Non dimentichiamo neppure la vicenda dell'Oasi naturalistica e di riequilibrio ecologico nel complesso della Villa Romana, esempio di "spreco di denaro pubblico", ora inserita nel Parco diffuso del nuovo progetto. Un'area che i volontari avevano curato per anni realizzando un ammirevole ambiente di riequilibrio ecologico che questa Amministrazione ha poi lasciato in stato di totale abbandono strappandola alla gestione dei volontari senza una plausibile giustificazione.

E ora tutta l’area naturalistica sarà a servizio del bruciatore e San Giacomo diverrà una sorta di “biglietteria” per visite guidate al Polo Energetico ora chiamato “Parco Diffuso” e “Museo delle biomasse”, con sconcertanti e incomprensibili giri di parole.

Veramente un'assurda forzatura per un Palazzo storico che diventa di fatto una dependance a servizio del “valore dell’innovazione tecnologica applicata all’ambiente” (=bruciatore di biomasse). Sarebbe forse meglio dire che si tratta di “una vera lezione su quello che non si sarebbe dovuto fare”.

 

Andrea Flamigni

Candidato Sindaco di Russi Libera e Sicura

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