Domenica 24 Febbraio 2019

BASEBALL / Marco Bortolotti, il coach prodigio dalla faccia d'angelo che ha stregato i Goti

Venerdì 1 Febbraio 2019 - Russi
Marco Bortolotti

Marco Bortolotti inizia il suo viaggio da coach nel 2010 nel settore giovanile della Fortitudo Bologna e nel 2017 fa il suo ingresso al diamante di Godo come allenatore dei Goti. La prima volta che l’ho visto mi sembrava impossibile potesse avere già la possibilità e il polso giusto per poter allenare e tenere a bada un gruppo di ragazzini adolescenti, ma dopo aver parlato con lui, ho capito che era la persona giusta al posto giusto. Già al suo primo anno con i Goti ha fatto vedere di cosa era capace portando per la prima volta i Goti Under 12 alla “Final 4" a Modena. 

 

Il suo successo prosegue nel campionato 2018, quando, con una bella dose di coraggio, accetta l’incarico di manager della squadra Senior di A2 del Godo. L’inizio non è di certo dei migliori, ma la stoffa dei campioni si vede strada facendo e, con un duro lavoro ed un impegno a 360 gradi, la scalata per il Manager e la sua squadra è stupefacente. Marco porta la squadra ai play off, alle semifinali, alla finale e alla promozione in A1. Da ricordare che il successo di Marco non è solo Godo/Goti, ma anche come coach della nazionale Under 12 nel 2017 e nel 2018, vincitrice dei Campionati Europei. Cosa riserverà il futuro a questo ragazzo giovane, dal bel faccino d’angelo, che ha conquistato non solo i fans del Godo, ma anche buona parte degli amanti del baseball?

 

Dalla fine campionato non ho più avuto occasione di parlarti e quindi in primis vorrei chiederti cos’è stato per te il 2018 e cos’hai provato al momento di quell’ultimo out a Macerata?

“Il 2018 è stato un anno pieno di soddisfazioni in tutti i sensi. A partire dal mio ingresso come manager della squadra senior del Godo, tra l’altro inaspettato, alla vittoria del campionato europeo Under 12, bissando il risultato del 2017, per poi arrivare a vincere la promozione in A1 con il Godo. La soddisfazione più grande è stato proprio il crescendo dei risultati che abbiamo ottenuto; se si pensa che nelle prime otto partite siamo stati sconfitti in sette e siamo poi arrivati alla promozione… è stato veramente un anno entusiasmante. L’ultimo out: sicuramente è stata una partita che negli ultimi due inning poteva dire poco e il terzo out era solo una formalità, ma è stato bello vedere i ragazzi festeggiare e festeggiare assieme a loro, una vittoria voluta da tutti ed è arrivata.”

Per te questa vittoria vuol dire tanto?

“Sì, ma non solo per me, ma anche per la società. I veterani mi hanno raccontato le delusioni avute in passato quando, dopo aver vinto le prime due partite in casa, si mancò la promozione. Quindi questa vittoria è stata importante per tutti società e città.”

 

Ma veniamo al sodo, molti tifosi del baseball, al secondo turno, ti hanno scelto come finalista “Coach 2018” con una votazione online, tu 607 e Gianguido Poma 344, pensavi di arrivare a questo?

“A dir la verità per me è stato un onore arrivare nei primi cinque nella prima selazione perché era da parte dei tecnici e per me vale molto di più perché sono voti di persone esperte. Ringrazio però tutti i miei appassionati e appassionate che mi hanno votato nel secondo turno, so che in tantissimi ci tenevano, in molti mi hanno scritto chiedendomi come potevano fare per votarmi, vi ringrazio tantissimo tutti quanti. Però diciamo che vedermi nella lista assieme a: Gianguido Poma, Michele Gerali, Daniele Frignani e Marco Nanni, è stato un orgoglio immenso”.

Poi al ballottaggio alla Coach convention per tre punti (87-90) vince Gianguido Poma, deluso o te lo aspettavi?

“È come una qualsiasi finale… ormai che sei lì vuoi arrivare fino in fondo. Ad esempio nella finale promozione dopo che si è vinto le prime due partite in casa ti aspetti certo qualcosa in più, però prima di Macerata il nostro obiettivo era arrivare ai play off, quindi l’obiettivo era stato già raggiunto. Anche in questo caso ero già più che soddisfatto, certo che se arrivava poi la vittoria, sarebbe stata la ciliegina sulla torta.”

 

Una domanda alla “Marzullo”, questo è il risultato di un duro lavoro e quindi un arrivo, o l’inizio di una bella carriera?

“Oh mamma! A venticinque anni non posso dire che sia un arrivo se no dovrei ritirarmi quest’anno… no assolutamente, ho ancora molto da imparare e da dare.”

La tua strada l’hai scelta a 16 anni, lasciando il guantone da giocatore per vestire i panni da istruttore, ma se tu avessi continuato a giocare avresti avuto gli stessi successi?

“Allora, se tornassi indietro probabilmente non farei la scelta di smettere di giocare, ma forse non avrei avuto gli stessi successi.”

E se avessi indossato la casacca azzurra (come giocatore) sarebbe stata la stessa emozione?

“È chiaro, è sempre emozionante indossare la casacca azzurra, però magari quella della seniores è il coronamento di un sogno, indossarla e magari partecipare alle olimpiadi. Ripeto è sempre molto bello indossare la casacca azzurra, anche vincere un Europeo con l’Under 12, è un’esperienza ed un’emozione bellissima, però raggiungere il successo con una seniores, io non l’ho provato ancora, spero magari di farlo come coach, forse è quel qualcosa in più.”

 

Parlando proprio della nazionale Under 12, quali sono i progetti per questo 2018?

“Quest’anno io parteciperò solo al mondiale che si terrà a Taiwan tra fine luglio e primi di agosto. È un mio progetto che, assieme allo staff, già da tre anni inseguivamo e lo abbiamo ottenuto. Invece non sarò presente all’Europeo (sarò sostituito da un altro coach) che si terrà in Repubblica Ceca a inizio luglio. Questa scelta è stata mia, avrei dovuto lasciare la squadra senior del Godo per un periodo troppo lungo, invece andando ai Mondiali perderò solo una giornata che è anche l’ultima della regular season.”

Immagino che i tuoi genitori siano molto orgogliosi di te, qual è stata la prima cosa che ti hanno detto dopo queste vittorie?

“Sì sono molto orgogliosi! A Macerata sono venuti per vedere le partite, poi sono dovuti andar via e si sono persi la promozione, tra l’altro ci sono rimasti malissimo perché speravano che la vittoria arrivasse prima, continuano sempre a sostenermi a motivarmi e mi appoggiano per qualsiasi scelta che io faccia e li ringrazio molto di esserci.”

I progetti per i campionati alle porte?

“Per quanto riguarda le giovanili il progetto è sempre quello di giocare il più possibile, di divertirsi e trovare la passione per questo sport, naturalmente più si cresce, più si cerca di migliorare l’aspetto tecnico. Oltre al campionato ci saranno i vari tornei tra i quali anche quello di Godo per poter far giocare sempre di più i ragazzi. Per quanto riguarda la squadra senior abbiamo un campionato di A1 che ci aspetta e sarà emozionante per me e per molti ragazzi che sono all’esordio e sarà emozionante anche per coloro che ritornano dopo tanti anni. Stiamo ancora costruendo la squadra”.

 

Nuovo inserimento è quello di William Holmberg, che ne pensi?

“Abbiamo già iniziato a lavorare da qualche mese, è molto esperto, un professionista del settore e penso che possa darci un aiuto in tutti gli aspetti del gioco.”

Lo so non dovrei, ma voglio farti una domanda personale e se vuoi puoi anche non rispondere, ma nella vita di Marco c’è una lei e come concili baseball e vita sentimentale?

“Sì una ragazza c’è! È chiaro che nella mia vita non può esserci solo baseball… anche perché ogni tanto qualche distrazione ci vuole e i momenti per stare assieme si trovano”.

Dove ti vedi fra 10 anni?

“A questo non so risponderti, non so nemmeno dove sarò fra tre anni… naturalmente, sicuramente spero di continuare il mio percorso come allenatore, dove potrei essere sinceramente non ci sto pensando, per il momento penso alla stagione imminente, far un buon lavoro anche quest’anno, poi si vedrà”.

 

Flavia Zanchini

0Commenti ...Commenta anche tu!



Trascorsi 10 giorni dalla pubblicazione di un articolo non è piú possibile inviare commenti.

Meteo Lugo

 

Tutti i contenuti del sito sono disponibili in licenza Creative Commons Attribuzione

Credits webit.it