Venerdì 22 Marzo 2019

"Parole e oggetti tra guerra e pace", ad Asiago mostra curata da Bruno Zama e Gian Paolo Marchetti

Lunedì 24 Dicembre 2018
Uno scatto nei pressi della mostra

"Parole e oggetti tra guerra e pace" è la mostra visitabile ad Asiago offerta gratuitamente da due collezionisti e saggisti emiliano-romagnoliBruno Zama e Gian Paolo Marchetti. La mostra comprende materiale bellico della Grande Guerra riutilizzato per la vita quotidiana e giornali nazionali originali, con l'intento di sottolineare gli aspetti negativi della guerra ma, al contempo, della forza dell'uomo nel trasformare oggetti di varia natura ai fini della sopravvivenza. La mostra sarà aperta sino al 6 gennaio 2019 (dal 22.12 tutti i giorni: 10-12.30 e 15,30-18,30) ed è realizzata con il patrocinio della splendida città di Asiago, assessorato al Turismo e Cultura Chiara Stefani.



Curatrice la direttrice del museo Lucia Spolverini, che ha approntato la mostra con la collaborazione delle Associazioni "La Gavetta" (del vicentino), la "Squadriglia del Grifo" di Lugo di Romagna e la Cooperativa di solidarietà sociale "Il Faggio" di Asiago.


Bruno Zama, faentino emigrato a Lugo
di Romagna, bancario, colleziona oggetti bellici modificati, trasformati e riusati delle due Guerre Mondiali, studiandoli ha realizzato nel 2012 e 2014 due libri sui riutilizzi bellici. Dopo quei libri-cataloghi anche in Italia si è formato sull'argomento consapevolezza, conoscenza e coscienza ed un mercato di riutilizzi bellici inerti.


Gian Paolo Marchetti è di Ferrara, dottore, ricercatore, appassionato della montagna, risulta fra le guide del parco della zona di Asiago, colleziona quotidiani originali dalla prima guerra mondiale e fino agli anni trenta, oltre a realizzare vari splendidi libri sulla Grande Guerra. I due collezionisti gratuitamente hanno realizzato la mostra, proprio per testimoniare la loro vicinanza e quella dell'Emilia Romagna ad Asiago dopo la recente calamità naturale della distruzione dei boschi. Per la prima volta insieme le loro mostre che si valorizzano e si compenetrano, andando a rappresentare il 1918, ultimo anno di guerra, con rari quotidiani di Gian Paolo Marchetti originali del periodo, ma anche tangibili oggetti bellici, modificati, trasformati e riutilizzati per la vita quotidiana della collezione Bruno Zama. In particolare evidenza l'esposizione dei suoi oggetti unici, una delle maggiori e più complete mostre tematiche mai realizzate in Italia.


La mostra  comprende e perfeziona la prima tematica probabilmente realizzata al mondo: "dalla Guerra alla Pace" del marzo 2013-febbraio 2014 al Museo Francesco Baracca di Lugo di Romagna. Spiccano fra gli oltre 150 reperti di oltre 100 anni fa, un piccolo crocefisso realizzato da fante italiano in prima linea con il filo spinato, molti oggetti riusati dai soldati al fronte trasformando gavette, gavettini, copri-spolette, bombe a mano, proiettili, bossoli, badili. Oppure da abili agricoltori, o artigiani elmetti trasformati dopo il conflitto in scaldaletto, imbuti, scolapasta, in pale, o svuota letame detti "Stoss" (fra cui uno addirittura utilizzato fino alla sua parziale usura, che fu aggiustato grazie alla latta di una grossa scatola di sardine!) e tanti altri intriganti riutilizzi per la vita quotidiana. Non mancano anche bossoli in ottone bulinati, o trasformati, come portagioie, borse per l'acqua calda, porta caramelle, vasi di fiori, calamai, schiacciapatate, macinino, alcuni realizzati in prima linea per le esigenze dei soldati, altri son vere opere d'arte, realizzate nel primo dopoguerra da sapienti artigiani. In mostra canna da fucile trasformata in attizza fuoco, spoletta trasformata in calamaio, baionetta in cacciavite o sega da falegname, pugnale in coltello per burro, stufe da grandi proiettili di cannone, cassetta di legno per mitragliatrice austriaca in cassetta per offerte, cappotto tedesco del 1917 riusato nella seconda guerra mondiale, poi abbandonato sul campo di battaglia e modificato da massaia in cappotto, successivamente con il boom economico degli anni 60, riusato come spaventapasseri, infine come "coperta" per motocicletta.


Oggetti esposti in quattro grandi celle carcerarie di fine ottocento originali, in una cornice che fu di supplizio e sofferenza, un po' come lo furono gli stessi materiali in mostra, prima di morte, successivamente modificati e trasformati per la vita quotidiana. Gli autori hanno voluto rendere omaggio a coloro che li realizzarono, conservando nel contempo la memoria, raccogliendo insieme ogni tipo di materiale riutilizzato, acciaio, ferro, piombo, stoffa, cartone, legno, vetro, ceramica, latta. In mostra simbolicamente anche rami e foglie di alberi abbattuti dalle intemperie, inseriti come ornamento nei vasi realizzati riutilizzando e modificando elmetti, o bossoli della Grande Guerra. I curatori della mostra, tra i loro intenti, hanno quello di evidenziare come la guerra porti solo a distruzione, lutti e miseria. Miseria che portò proprio alla necessità, per potere vivere, di trasformare gli oggetti bellici per la realizzazione di tali manufatti, riusando ciò che la guerra lasciò abbandonato sui campi di battaglia. 


Di grande impatto saranno i laboratori didattici e le visite guidate per bambini a cura della direttrice il Museo d.ssa Lucia Spolverini dalle 16,30 alle 17,30 del 24-28-30 dicembre 2018 e del 3 gennaio 2019 (museolecarceri_at_gmail.com). Previste visite guidate dai curatori la mostra, info su www.asiago.to. Loro conferenze nella sala Consigliare del Municipio, alle ore 17, di Gian Paolo Marchetti sabato 29 dicembre: 1918 L'anno della Vittoria e di Bruno Zama venerdì 4 Gennaio 2019: La Grande Guerra e l'arte di arrangiarsi! Storie di oggetti dalla trincea alla quotidianità (proiezione in power point di foto oggetti esposti in mostra al Museo delle Carceri).

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