Martedì 18 Settembre 2018

La tragica morte di Matteo Ballardini. Gli amici "scellerati" lo abbandonarono in auto agonizzante

Mercoledì 13 Giugno 2018 - Lugo
Un momento della conferenza stampa di oggi

"Rara inumanità" e "Scellerata adesione degli indagati alla morte dell'amico". Così il G.i.p. Andrea Galanti ha definito negli atti il comportamento dei 4 ragazzi indagati per la morte, causata da overdose, del 19enne Matteo Ballardini, ritrovato cadavere - il 12 aprile 2017- in un'autovettura, abbandonata in luogo isolato a Lugo. Oggi, mercoledì 13 giugno, la Polizia di Stato ha comunicato, nell'ambito di una conferenza stampa di illustrazione delle indagini, di aver dato esecuzione alle misure cautelari in carcere nei confronti dei 4 ragazzi - emesse dal G.i.p - per i reati di omicidio aggravato, detenzione e spaccio di sostanza stupefacente.


In particolare l'attività investigativa, coordinata dal Procuratore Alessandro Mancini e dal Sostituto Procuratore Marilù Gattelli, svolta attraverso l'acquisizione e visione di filmati di sistemi di videosorveglianza (che hanno permesso di ricostruire il percorso fatto in macchina dai ragazzi la sera dell'11 aprile, con una prima sosta in birreria per acquistare alcolici, poi in pasticceria per comprare alcune brioches ed infine nel parcheggio del McDonald's di Lugo), analisi del traffico telefonico delle utenze in uso ai quattro ragazzi, nonchè molteplici assunzioni testimoniali (il G.i.p. ha parlato di un "Coro muto" per definire l'atteggiamento della comunità giovanile lughese che, dopo la morte di "Balla", così era conosciuto in paese il giovane Ballardini, comunicava con i propri coetanei di quanto accaduto solo tramite i social e non "a voce"), ha consentio di ricostruire la complessa vicenda che ha portato al decesso del 19enne per overdose.

È emerso infatti come la morte sia stata causata dall'assunzione di metadone, antidepressivi e cannabinoidi forniti dagli amici (una ragazza 22enne, due ragazzi 27enni ed un 24enne) durante la serata trascorsa insieme. Matteo ha accusato fin da subito un grave malore e ha perso conoscenza intorno alle ore 22-23, cadendo poi in uno stato agonico con totale incapacità di locomozione ed autodeterminazione.  

Gli amici consapevoli dello stato in cui si trovava il 19enne, hanno deciso di non chiamare i soccorsi (la ragazza avrebbe risposto con un "e a me non ci pensate?" quando uno dei presenti avrebbe tentato di convincerli a prestare aiuto a Matteo) e l'hanno sequestrato per ore, privandolo del suo cellulare, tenendolo chiuso a chiave in auto, mentre loro nel parcheggio consumavano cocaina ed alcol, spostandolo da un sedile all'altro e successivamente trasferendo il veicolo in un luogo appartato per evitare i controlli della Polizia.

Alle prime ore della mattina seguente, i 4 giovani sono rientrati presso le proprie abitazioni mentre Matteo si trovava ancora agonizzante a bordo dell'auto in sosta in un'area soleggiata. Il G.i.p. ha parlato di "Impunità voluta e ricercata" dei quattro ragazzi per spiegare la loro omissione di soccorso. Matteo Ballardini è stato ritrovato morto intorno alle 15 del 12 aprile 2017 per overdose da sostanza stupefacente, dopo "numerose ore di agonia".

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