Domenica 25 Febbraio 2018

ELEZIONI / Gardin (Lega): il centrodestra unito può vincere e governare, scalzando il potere PD

Mercoledì 14 Febbraio 2018
Samantha Gardin (nell'interno Gardin con alcuni militanti leghisti, foto tratta dal suo profilo Facebook)

Intervista a Samantha Gardin candidata nell'uninominale della Camera a Ravenna per Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia - UDC

Samantha Gardin, 37 anni, commercialista, sposata, due figli, consigliere comunale a Ravenna, segretaria provinciale del Carroccio, è candidata alla Camera nel collegio uninominale di Ravenna per l’alleanza di centrodestra che comprende Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia - UDC. Se la dovrà vedere con Alberto Pagani candidato di PD e alleati, Ilaria Morigi di Liberi e Uguali, e David Zanforlini candidato del Movimento 5 Stelle.

L'obiettivo di Gardin e del suo compagno di avventura Massimiliano Alberghini al Senato è chiaro: dare l'assalto alla roccaforte rossa. Cercare per la prima volta di eleggere rappresentanti del territorio di centrodestra nell'uninominale. Portare Ravenna a Roma con un colore diverso e, soprattutto, con un piglio diverso. Perchè "Ravenna è rimasta indietro per colpa delle scelte di governo del PD", dice Samantha Gardin. I sondaggi dicono che il centrodestra ha il vento in poppa in Italia e loro sentono di potercela fare anche qui, di riuscire laddove fallirono per un soffio alle amministrative di due anni fa.

 

L’INTERVISTA

Gardin, qual è la posta in gioco alle elezioni politiche del 4 marzo?

“Dobbiamo battere il PD, per dare una svolta al governo dell'Italia e anche per cambiare Ravenna e la Romagna. Siamo diventati territori di serie B con i governi della sinistra. Siamo rimasti indietro. L’economia è al palo e crescono le povertà. Dilagano la microcriminalità e l’insicurezza. Così non va, bisogna cambiare registro.”

Su quali temi locali sta focalizzando la sua campagna elettorale?

“Parlo soprattutto di Ravenna. Perchè i problemi di Ravenna sono i problemi dell'Italia. E derivano da una cattiva gestione del governo e dall'immobilismo della sinistra. Prendiamo il tema del Porto e delle infrastrutture. Il nostro Porto non è mai stato ritenuto di importanza regionale e nazionale dal PD né a Bologna né a Roma, e Bonaccini preferisce fare accordi con la Liguria e La Spezia anzichè valorizzare Ravenna. Solo nei prossimi anni si riuscirà a scavare il Porto, lo faremo non certo per merito del PD e comunque in ritardo. Vogliamo parlare dell’isolamento cronico di Ravenna? Negli ultimi decenni il PD non ha fatto nulla per migliorare le nostre infrastrutture. Delrio ha cancellato perfino il collegamento per Venezia, che per noi era strategico. Noi vogliamo finalmente portare gli interessi di Ravenna e della Romagna a Roma, perché questo territorio ha bisogno di infrastrutture e sviluppo. E questo sarà il nostro obiettivo una volta eletti, senza dimenticare la battaglia per l’autonomia.” 

Porto e infrastrutture e poi?

"Il turismo che non c'è, o non c'è come dovrebbe, perchè malgrado le nostre potenzialità il PD non ha la capacità di fare sistema e di valorizzare le risorse e le eccellenze che abbiamo. Tutto viene deciso a Bologna e Ravenna viene sistematicamente penalizzata. E poi c'è la sanità, con l'impoverimento dei presidi ospedalieri del Ravennate e del Santa Maria delle Croci. Infine vorrei parlare del dissesto idreogeologico del territorio: ricordo solo che anno scorso dopo una violenta giornata di pioggia si è allagata mezza città e a Ravenna e a Lugo si sono allagate perfino alcune strutture degli ospedali."

E poi c'è il vostro pezzo forte: la sicurezza.

“Certo. Dare più sicurezza ai cittadini è una necessità. Negli ultimi mesi i ladri si sono scatenati, furti, rapine, spaccate. C’è stata una chiara sottovalutazione da parte dei Comuni di questi fenomeni, mentre il PD preferisce mettere la testa sotto la sabbia, non sa che fare. Le Forze dell’Ordine fanno tutto il possibile ma hanno bisogno di più forze. Noi chiederemo più organici per le Forze dell’Ordine a Ravenna e in Romagna. E più rigore contro l’immigrazione clandestina, meno lassismo su questo terreno: a Ravenna hanno lasciato costruire perfino la seconda moschea più grande d’Italia.”

Qual è la sua opinione sui fatti di Macerata? La Lega e Salvini sono finiti nell’occhio del ciclone. Traini è stato un candidato della Lega.

“Penso sia un atto grave sia l’assassinio di Pamela, sia la sparatoria di quel ragazzo, Traini. E voglio precisare subito che io sono cresciuta nella Lega e posso testimoniare che la Lega non ha nulla a che spartire con il fascismo. Io men che meno, anche per le origini della mia famiglia. Mia nonna era una staffetta partigiana e in casa mia il fascismo non ha mai attecchito. Quindi chiunque mi associ al fascismo ha proprio sbagliato bersaglio.”

Mettere sullo stesso piano i due fatti però è improprio: uno è un fatto di cronaca terribile, perché si tratta di un femminicidio. Ma non hanno ammazzato Pamela perché era bianca...

“I due fatti sono collegati.”

Questo lo dice Traini. Resta il fatto che questa persona ha sparato a uomini e donne che avevano la sola colpa di essere di pelle nera, inneggiando al fascismo. E aveva il Mein Kampf sul comodino...

“Quello non so chi lo abbia candidato. Di sicuro io persone di questo genere nella Lega non le voglio e non le candido. Non hanno nulla a che fare con me.”

Il giudizio sull’immigrazione della Lega è drastico: il fenomeno è sfuggito di mano al governo e i flussi vanno fermati. È così?

“Assolutamente sì. L’immigrazione va controllata. Non siamo in grado di subire questa pressione migratoria incontrollata.”

Il PD dice che Minniti ha fermato i flussi dalla Libia.

“Ma non è vero. È pura propoganda. Quando eravamo noi al governo li avevamo fermati. Poi è esplosa la situazione in Libia e l’equilibrio è saltato. La scelta di accogliere tutti a priori e di verificare dopo a posteriori se hanno diritto alla protezione internazionale oppure no è completamente sbagliata. Perché il meccanismo diventa difficile da controllare. Molte di queste persone si trovano con un foglio in mano di allontanamento, perché non hanno diritto di rimanere in Italia, ma nessuno controlla che davvero lascino il nostro paese. Così finiscono ai margini, entrano in una sorta di clandestinità e magari finiscono anche per delinquere. Come il caso dei richiedenti asilo di Ravenna beccati a spacciare droga in questi giorni. Addirittura questi sono alloggiati nelle case popolari dell’ACER. Chi paga l’affitto a queste persone?”

Quindi anche lei pensa come Ancisi che le case popolari debbano essere destinate ad altro scopo?

“Certo. Noi lo avevamo già proposto e chiesto: le case popolari di ACER non devono essere usate per i richiedenti asilo bensì per lo scopo per cui sono state costruite: aiutare le famiglie in difficoltà.”

Lei è d’accordo con Salvini quando dice che l’Islam è incompatibile con la nostra Costituzione e con le nostre regole del vivere civile in Italia?

“Finchè continuano deliberatamente a non rispettare la legge italiana sì.”

Se parliamo di Islam come religione e cultura in senso lato, facciamo una forzatura ideologica e discriminatoria. Una cosa sono i singoli, che sbagliano o vanno contro le regole, un’altra è l’Islam come tale, non le pare?

“Il problema è che l’Islam non si sta integrando nella realtà italiana, si stanno creando ghetti, ci sono quartieri anche in Italia dove le Forze dell’Ordine hanno quasi paura ad entrare o dove non vanno più.”

Ma una presa di posizione come quella di Salvini non finisce per mettere al bando e ghettizzare ancora di più gli islamici?

“No. Significa andare a normare una situazione che oggi non lo è. Prendiamo le moschee che sorgono anche dove non dovrebbero, violando le destinazioni d’uso degli immobili.”

Se andaste al governo voi, lei si adopererebbe per far chiudere la moschea di Ravenna?

“La moschea esiste, ma bisogna accertare da dove arrivano i fondi e se è tutto in regola. Una verifica non è mai stata fatta per il lassismo del PD. E questa situazione ha fatto di Ravenna la capitale dei foreigh fighters. Quindi per me ci sono solo due strade: se le cose non sono in regola o si chiude la moschea oppure si fa tutto quello che si deve fare per portare le cose alla luce del sole, sui finanziamenti, per le segnalazioni sulle persone sospette e quindi per la collaborazione con le Forze dell’Ordine. E poi essendoci una grande moschea non capisco perché debbano esistere altre piccole moschee improvvisate come quella della Darsena che crea disagio fra i condomini.”

Alvaro Ancisi vi ha un po’ traditi. Dopo l’esperienza con Alberghini di due anni fa, voi immaginavate che vi avrebbe appoggiato, ma lui si è dichiarato neutrale.

“Ancisi lo capisco. Da una parte c’è Casini schierato con il PD e dall’altra tutto il mondo che è schierato con il centrodestra. Ma lui lavora insieme a noi da due anni all’opposizione, ha imparato a conoscere la serietà del mio lavoro e di Alberghini e confido che nel segreto dell’urna la sua scelta sarà per noi."

Gardin, che succederà dopo il 4 marzo? Voi siete disponibili anche alle larghe intese?

“No. Lo abbiamo detto in tutti i modi. Noi con il PD non governeremo. Hanno reso più povera e insicura l’Italia e Ravenna. Con loro nessun accordo è possibile. I Cinque Stelle dicono che non sono disponibili ad alcuna alleanza e, d’altra parte, non sono un alleato naturale della Lega. Quindi è un altro no.”

Ma Berlusconi terrà botta o finirà per allearsi con il PD di Renzi, come molti osservatori dicono?

“Non posso rispondere per lui e per gli altri. Io lo considero come l’alleato naturale della Lega. Anche a Ravenna noi e Forza Italia siamo alleati e stiamo facendo un buon lavoro insieme in Consiglio comunale. Noi corriamo per vincere e per governare come centrodestra unito.”

Nel 2016 a Ravenna sfioraste il colpaccio con Alberghini, al ballottaggio. Stavolta il ballottaggio non c’è: dovete vincere al primo turno. Ce la farete?

“Puntiamo a questo. E ce la possiamo fare. D’altronde la crisi del PD è sotto gli occhi di tutti, come la sua incapacità di governare. In 60 anni non ha mai dato nulla per questo territorio. E fatichiamo a ricordare qualcosa che i due candidati del PD, Pagani e Collina, abbiano fatto in questi anni per Ravenna e per la Romagna. Noi vogliamo finalmente portare a Roma, dove si fanno le grandi scelte, le istanze del nostro territorio e dei nostri cittadini. È ora di cambiare musica.”

 

A cura di P. G. C. 

 

 

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