Sabato 18 Agosto 2018

BASEBALL / Quattro chiacchiere con il Direttore Sportivo del Godo sul campionato

Lunedì 12 Febbraio 2018 - Russi
Attilio Casadio e Russ Myers ©Russ Meyers

Cosa ne sarà del Godo Baseball in questo campionato? Ne parla il dirigente sportivo del Godo, spiegando cosa ci si aspetta in questo campionato e quali cambiamenti ci saranno nel roster. Il Ds parte dall'annata 2017 per tracciare poi le linee del presente e del futuro della squadra: “Il 2017 per il Godo è stato un anno veramente difficile e complicato; alcuni dei nostri ragazzi han voluto fare un esperienza diversa al di fuori del Godo e in corso d’opera ci siamo ritrovati a fare qualche aggiustamento".

"Tutto questo - continau il Ds - ci ha dato la possibilità di schierare dei ragazzi del nostro vivaio  che dopo essere riusciti a superare l’impatto iniziale, sono riusciti a dimostrare la crescita sia dal punto di vista mentale e tecnico, grazie anche all’aiuto di Luis Hernandez che ha dato a loro gli strumenti giusti per affrontare un campionato  estremamente  complicato  e competitivo. Io sono molto contento di come è andato il campionato 2017 perché abbiamo raggiunto uno degli obiettivi fondamentali del nostro movimento, ovvero la crescita dei nostri giovani e l’inserimento del nostro vivaio, fatto non solo di parole, ma di concreto realizzando quello che diciamo e portiamo avanti da molto tempo".

"Da questo punto di vista anno scorso è stato un anno veramente positivo - aggiunge -, quest’anno vorremmo proseguire in questa direzione. Alcuni giocatori importanti, dopo esperienze fatte con altre squadre, hanno deciso di tornare a giocare con il Godo, quindi potremo contare su ragazzi che hanno esperienza, militato nella massima serie per parecchi anni e devono essere uno stimolo in più e un esempio per i ragazzi più giovani, dovranno essere l’aiuto che, forse, anno scorso in certi fasi del campionato è venuto a mancare. Quindi direi, che quest’anno, partiamo con un giusto mix di esperienza e gioventù che mi fa ben sperare per il campionato”.


Dato per assodato che il nuovo manager della squadra sarà colui che l'anno scorso l'ha portato alla salvezza, cioè Luisi Hernandez, il Ds passa a parlare di una storica figura del Godo, riconquistata quest'anno alla squadra, Erik Gelli. “Manca da tanto -dice -. Ho sempre considerato Erik un giocatore di Godo, uno di noi, tutti gli anni prima del campionato ci si parla e quest’anno si sono create le condizione affinché Gelli possa tornare a Godo a giocare, mi fa molto piacere, come sono altrettanto contento del ritorno di Mattia Bucchi e Alessandro Casalini”.


Fino a poco tempo fa, c’era ancora l’incognita per quanto riguardava la decisione di Federico Rubboli se continuare o smettere, abbiamo la sua decisione finale? “Federico ha dato la sua disponibilità di disputare un altro campionato con il Godo, Rubboli è l’ennesima pedina in più, da molti definito l’acquisto dello straniero a Godo. Federico è un bravissimo giocatore, ma soprattutto una persona seria ed è colui che può farci fare quel passo in più ché necessario. Ottimo come ricevitore, molto bravo in prima base, in esterno, solido nel box di battuta, ma in particolare è un esempio concreto per tutto il movimento dei ragazzi più giovani”.

Sul monte di lancio ci sarà anche il diciottenne Ioli Nicolò, lui è in accademia e con la squadra farà fatica ad allenarsi,  problemi? “È già da un po’ di tempo che seguiamo questo ragazzo e Nicolò, verso metà campionato di anno scorso, s’è messo in contatto con noi, un ottimo giocare e un gran bravo ragazzo. Quest’anno, almeno per il momento, il Godo ha fatto una scelta un po’ contro corrente, giocando solo con giocatori italiani (tranne Emmanuel Evangelisti che ormai lo riteniamo godese di adozione, lavora nella nostra città, vive qui per tutto l’anno e tra alcuni mesi diventerà padre qui a Godo) quindi a parte lui, gli altri sono tutti giocatori nati e cresciuti in Italia. Avendo fatto questa scelta, abbiamo deciso di rinforzare il monte di lancio con l’arrivo di questo promettente giovane lanciatore di Torre Pedrera”.

S’è deciso di non prendere il lanciatore straniero, pensi si possa essere in egual modo competitivi o la squadra sarà demotivata? “Le difficoltà sono soprattutto nella squadra, il peggior nemico del Godo è il Godo stesso. Se la squadra scenderà in campo con la convinzione di non essere inferiore a nessuno, il Godo quest’anno può arrivare molto in alto, ci sono tutti gli strumenti per salire in alto. Ricordiamoci che non si arriva in alto per l’aiuto divino o perché ti mettono in squadra una star che magari ti fa duecento strike out a partita, si arriva in alto lavorando seriamente ogni singolo allenamento, iniziando a gennaio per essere pronti a scendere in campo e assumendosi ognuno le proprie responsabilità, pensando e facendo al meglio sul proprio lavoro. Se riusciremo a tenere questo tipo di mentalità il Godo sarà una squadra che farà paura a tutti”.

Il girone dove gioca il Godo è bello tosto, formato da squadre che sulla carta sono forti e l’intergirone non è da meno, è una prove del nove per il Godo? “È evidente che se guardiamo i risultati recenti delle squadre del nostro girone, ci sono tre squadre che sono arrivate prime di tutta Italia, ma i team non sono sempre i medesimi; l’Imola del 2017 non sarà la stessa del 2018, lo stesso Godo non è lo stesso del 2017, i giocatori cambiano e alcune cose e soprattutto le mentalità sono diverse. Ed è dalla crescita mentale che  noi dobbiamo fare il nostro punto di forza, se noi partiremo non avendo paura di nessuno, saremo a sulla buona strada".

Nel primo anno di serie A si sono sfiorato i play off, anno scorso salvati in estremi dai play out, dove arriva quest’anno il Godo in classifica? “Al manager Luisi abbiamo dato due obiettivi: il primo di arrivare più in alto possibile con la squadra che ha  a disposizione, adesso che sappiamo quali sono le regole del gioco, direi che l’obiettivo minimo, è arrivare ai play off.  Il secondo, altrettanto importante, è la crescita di tutti i nostri ragazzi, anche di quelli veterani. Se alla fine del campionato saranno cresciuti sia come atleti che come uomini, avremmo raggiunto l’obiettivo ché altrettanto importante che quello di vincere lo scudetto o il campionato o raggiungere posizioni d’eccellenza”.


Ci saranno delle amichevoli? “A seconda dello stato dei campi e del meteo si deciderà se giocare in casa o fuori, e con quale durata e orario d’inizio, per il momento ti posso dire le date che sono confermate: 10 marzo con Ravenna, 17 marzo Imola, 24 marzo Castenaso e 31 marzo Athletics”.

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